L’atleta infortunato: come guarire presto e bene

infortunio nello sportUna corretta alimentazione può velocizzare la guarigione dell’atleta dopo l’infortunio

Tutti gli sportivi sanno che il rischio di incappare in un infortunio è sempre in agguato. Un’evento inatteso e sgradito, certo, ma assai frequente.

Quando, da ragazza giocavo a basket, ricordo molto bene diversi e per fortuna, piccoli traumi, specialmente alle dita delle mani. Oltre al dolore, la cosa più fastidiosa era star fermi, rinunciando alla possibilità di entrare in partita fino alla guarigione. E, benché siano ormai passati diversi anni, ancora adesso, di tanto in tanto accuso qualche dolorino o fastidio.

Ecco perché comprendo bene quanto sia importante per un atleta recuperare presto e bene le condizioni ideai per dedicarsi al suo sport e, non trascinarsi negli anni spiacevoli conseguenze.

La statistica ci dice che, la maggior parte dei traumi riguarda muscoli, legamenti e tendini. Più limitato è il numero di fratture ossee o danni agli organi interni.

Ovviamente molto dipende dal tipo di sport praticato. La frequenza di alcuni tipi di lesioni è maggiore in alcuni tipi di attività sportive piuttosto che in altre. Ad esempio, tra i corridori sono molto maggiori i danni al ginocchio o alla tibia, per i ginnasti è alto il numero di problematiche dei legamenti.

Circa i 2/3 degli infortuni si registrano negli sport di palla e sulla neve.

Gli incidenti più gravi interessano gli atleti dilettanti o occasionali, che non sono adeguatamente preparati da un punto di vista fisico o non hanno un buon trofismo muscolare.

Le Conseguenze

  • La prima logica conseguenza è la riduzione o anche la sospensione dell’attività sportiva. Questo porta anche ad un’abbassamento del livello delle performance e alla riduzione della massa muscolare.
  • Le conseguenze psicologiche hanno una grande importanza. Un cattivo adattamento può portare a sentimenti di rabbia, impotenza, sbalzi di umore, sensi di colpa. Pensieri irrazionali e depressivi, la paura di farsi male ancora, possono portare l’atleta a sentirsi insicuro, bloccato, talvolta lo inducono all’abbandono.
  • Molti atleti, dopo un’infortunio soffrono della “sindrome del dolore cronico“, con ripercussioni protratte nel tempo (anche tutta la vita). Inevitabilmente viene influenzata tutta la carriera sportiva e se non basta, la qualità di vita in generale della persona.

Tornare al meglio

Qualunque siano le cause, il tipo o la gravità dell’incidente, l’obbiettivo dello sfortunato atleta è quello di guarire nel più breve tempo possibile e tornare in gara nelle condizioni migliori.

Per fare questo è necessario l’azione congiunta di diversi tipi di interventi: medici, chirurgici, fisioterapici, psicologici e farmacologici.

Oltre a questi  un fattore importantissimo, e spesso sottovalutato, è rappresentato dall’alimentazione.

Una corretta strategia nutrizionale supporta il processo di guarigione e recupero, sia della parte lesa che di tutto l’organismo.

Non solo dunque (come si tende con frequenza a fare), prendere in considerazione il ruolo dell’alimentazione per contrastare l’aumento di peso corporeo che segue alla sospensione o al rallentamento dell’attività fisica.

Ecco alcuni accorgimenti “nutrizionali”

  • I pasti, 5-6 al giorno, devono essere completi e composti da alimenti a medio\basso indice glicemico
  • Devono prevedere un abbondante apporto di antiossidanti, derivati da frutta e verdura e una buona quantità di fibre.
  • Per ridurre lo stato infiammatorio è utile il consumo di pesce azzurro e salmone, ricchi di acidi grassi omega3, come anche di cereali integrali.
  • Particolare attenzione deve essere posta all’apporto di Vitamine e sali minerali.
  • Per quanto riguarda la componente proteica, nel recupero post-infortunio, appare ottimale una quota di 1,5-2,2 g. per kg di peso corporeo. Devono essere preferite le proteine nobili, quelle ad alto valore biologico, che forniscono tutti gli aminoacidi essenziali.
  • Un corretto intervento di integrazione alimentare, come dimostrano numerosi studi, velocizza i tempi di recupero, mentre si riducono i “danni secondari”, legati all’inattività.

A proposito di integrazione

La prima considerazione da fare è di non fare il “fai da te”

Seconda cosa fondamentale è scegliere bene. Gli integratori devono avere un’efficacia dimostrata scientificamente e certificata. devono nascere da una solida esperienza e dalla ricerca più avanzata e riconosciuta.

Sono da preferire i prodotti “BIOCOMPATIBILI”, cioè che siano realizzati esclusivamente con alimenti, quali materie prime. Alimenti naturali, integrali, di origine certa e che, soprattutto siano parte della catena alimentare umana.

Devono essere puri, privi di sostanze contaminanti, metalli pesanti, ecc, e fornire quantità standardizzate ( ovvero dosaggi precisi e chiaramente indicati ) e non eccedere gli RDA, le dosi raccomandate dalle autorità sanitarie Italiane ( i LARN a livello internazionale).

Infine, l’ideale è che siano “a largo spettro”, cioè contengano tutte le varietà che la natura stessa prevede per un dato gruppo di nutrienti.

Tutte queste caratteristiche non sono facili da trovare.

La buona notizia è che NeoLife da oltre 50 anni studia ed elabora nutrizionali che rispondono a tutto quanto ti ho elencato sopra. Numerosissimi atleti delle più diverse discipline e nazionalità li hanno preferiti ( puoi vederli cliccando qui).

Per questo ti invito a valutarli, meglio ancora se con il tuo preparatore atletico, nutrizionista o chi preferisci. 

Ovviamente e anzi, meglio ancora, anche se non sei per niente infortunato!.

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A presto

Simona

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P.P.S. Fonti: Dott. S Agnello – Importanza dell’alimentazione nell’atleta infortunato- NeoLife International – Materiale Formativo

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